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Claude AILa Guida Operativa Completa

Glossario operativo — la versione viva

Le sessanta voci dell'Appendice A, con le cinque che cambiano tenute aggiornate e datate: modelli, piani, limiti, Claude in Chrome, AI Act.

10 min di lettura Aggiornata il 12 agosto 2026

Sessanta voci, le stesse dell'Appendice A. Cinque cambiano da sole, senza avvisarti: la gamma dei modelli, i piani con i loro prezzi, i limiti di utilizzo, lo stato di Claude in Chrome, il calendario dell'AI Act. Quelle stanno in cima, con la data della verifica accanto a ogni fatto.

Sotto ci sono tutte e sessanta in ordine alfabetico, con il rimando al capitolo che le usa. Le cinque con la stella, lì, stanno in versione breve: la scheda datata è quella qui sopra. Se una voce di questa pagina dice una cosa diversa dalla carta, vale questa pagina: la carta è ferma al giorno di stampa, questa no.

Le voci normative orientano e basta: il libro non dà consulenza legale.


Le cinque voci che cambiano

AI Act ★

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, Reg. (UE) 2024/1689: in vigore dal 1° agosto 2024, applicazione generale dal 2 agosto 2026. Se usi l'AI nella tua attività sei un deployer, non un fornitore: ti riguardano la trasparenza e l'alfabetizzazione, non gli obblighi di chi il sistema lo costruisce (Parte 8).

Stato al 12 agosto 2026 — fatti verificati il 4 agosto 2026:

  • Il Digital Omnibus non è più una proposta: è il Reg. (UE) 2026/1744 dell'8 luglio 2026, in vigore dal 27 luglio 2026. Modifica l'AI Act, non lo sostituisce.
  • Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza dell'art. 50. I sistemi già sul mercato prima di quella data hanno quattro mesi per adeguarsi alla marcatura dei contenuti sintetici: scadenza 2 dicembre 2026.
  • L'alto rischio dell'Allegato III — selezione del personale, istruzione, credito — è rinviato al 2 dicembre 2027. L'alto rischio dentro i prodotti regolamentati (Allegato I) al 2 agosto 2028. Le due date sono fisse: il meccanismo che le legava alla disponibilità degli standard non è passato.
  • L'art. 4 è stato riscritto. Oggi chiede di adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione IA di chi lavora con te: è un obbligo di mezzi. Nessun corso obbligatorio, nessun certificato — la Commissione lo dice per iscritto nelle sue FAQ. Basta tenere una traccia interna di cosa hai fatto.
  • Per le PMI le sanzioni funzionano al contrario: si applica l'importo minore tra la percentuale del fatturato e la cifra fissa, non il maggiore.

Il calendario completo, scadenza per scadenza: go.totaliweb.com/r-normativa.

Claude in Chrome ★

L'estensione con cui Claude legge, clicca e naviga i siti insieme a te: più schede, moduli compilati, procedure ripetute (cap. 5.2).

Stato al 12 agosto 2026 — verifica del 16 luglio 2026:

  • Generalmente disponibile dentro Cowork e Claude Code, ancora in beta nel browser. Nessuna lista d'attesa.
  • Solo Google Chrome: non gli altri browser basati su Chromium, non il mobile.
  • Le modalità di permesso sono tre, e in italiano si chiamano «Approva manualmente (Manuale)», «Approva automaticamente (Auto)», «Salta tutte le approvazioni (Salta)».
  • Una procedura la insegni registrandola: parte dall'icona di registrazione nel pannello dell'estensione, e da lì Claude la ripete.
  • Il rischio principale resta la prompt injection: nei test interni di Anthropic gli attacchi riescono in meno dello 0,08% dei casi, che non è zero. Acquisti, trading, creazione di account, captcha e cancellazioni definitive gli sono vietati per progetto.

Limiti di utilizzo ★

Quanto puoi usare Claude in un dato periodo. Due orologi: la sessione, che si azzera ogni 5 ore, e — sui piani a pagamento — il tetto settimanale, che si azzera a un giorno e un'ora fissi assegnati al tuo account (cap. 8.2).

Stato al 12 agosto 2026 — verifica del 17 luglio 2026:

  • La sessione da 5 ore è documentata per tutti i piani, Free compreso.
  • Il tetto settimanale è documentato piano per piano solo sui piani a pagamento. Pro ne ha uno, valido su tutti i modelli. Max ne ha due: uno su tutti i modelli e uno sui soli Sonnet. Team ne ha per entrambi i tipi di posto, Standard e Premium.
  • Sul piano Free la documentazione ufficiale descrive solo la sessione da 5 ore. Non dice che il settimanale c'è, non dice che non c'è: chi te lo racconta in un senso o nell'altro sta indovinando.
  • Numeri assoluti — quanti messaggi, quante ore — non sono pubblicati. Anthropic dichiara solo moltiplicatori: il Pro almeno cinque volte l'uso del Free per sessione, il Max cinque o venti volte il Pro.
  • Le barre di avanzamento stanno in Impostazioni > Utilizzo e ci sono solo sui piani a pagamento.
  • Cosa consuma di più: messaggi lunghi, allegati pesanti, conversazioni chilometriche, Ricerca e ricerca web, modello ed effort alti, artifact. Claude Code e Cowork attingono agli stessi limiti della chat: è un portafoglio solo.

Modello ★

Il motore che genera le risposte. Si sceglie dal selettore sotto la casella di testo, dove stanno anche l'impegno e il thinking: tre impostazioni separate, che si regolano una per una (cap. 1.1).

Stato al 12 agosto 2026 — verifica in-app del 13 luglio 2026:

  • Gamma consumer: Claude Fable 5, Claude Opus 4.8, Claude Sonnet 5, Claude Haiku 4.5.
  • Free: Haiku e Sonnet. Pro e Max aggiungono Opus e Fable.
  • Il modello predefinito non è dichiarato ufficialmente da nessuna parte. Alla verifica un account Free mostrava «Sonnet 5 · medio» e un Max 20x «Fable 5 · Alto»: è una rilevazione datata, non una garanzia.
  • Nel selettore la voce «Impegno» ha cinque livelli: Basso, Medio, Alto (predefinito), Extra, Max.
  • Su Fable 5 esiste una rete di sicurezza: su quattro aree sensibili la conversazione passa da sola a Opus 4.8, con un avviso e la risposta etichettata col modello che ha risposto davvero. Si disattiva da Impostazioni > Funzionalità, voce «Cambia modello quando un messaggio viene segnalato».

Piano ★

Il livello di abbonamento: Free, Pro, Max — più Team ed Enterprise per le organizzazioni. Decide quali modelli vedi, quanto puoi usarli e quali strumenti si aprono: Claude Code, Cowork e la Ricerca approfondita partono da Pro (cap. 0.2).

Prezzi Italia al 12 agosto 2026 — rilevati dentro un account italiano il 17 luglio 2026, imposte escluse:

  • Free: 0 €.
  • Pro: 18 €/mese, oppure 15 €/mese con fatturazione annuale.
  • Max 5x: 90 €/mese. Max 20x: 180 €/mese. Il Max non offre la fatturazione annuale.
  • Team parte da 5 posti, Enterprise self-serve da 20; entrambi sono a listino in dollari.

Questi importi in euro non stanno su nessuna pagina pubblica di Anthropic: sono la fotografia di un listino visto dentro un account reale, e per questo vanno riletti qui prima di fare conti. Il confronto piano per piano: go.totaliweb.com/r-piani.


Dalla A alla Z

Le cinque voci contrassegnate con ★ hanno la scheda aggiornata qui sopra.

A

Add-in — il componente aggiuntivo che vive dentro Office: il pannello di Claude in Excel e PowerPoint arriva così. Nel catalogo dei componenti aggiuntivi la voce si chiama «Claude for Microsoft 365»: cercare «Claude for Excel» è il modo più rapido per non trovarla. Un'installazione sola serve Excel, PowerPoint e Word (capp. 3.3 e 5.2).

Agentica (architettura) — l'AI che non si limita a rispondere: pianifica i passi, usa strumenti, porta a termine un incarico e ti riporta cosa ha fatto. È il motore di Claude Code e di Cowork (Parti 4 e 5).

AI Act ★ — il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, Reg. (UE) 2024/1689. A chi lo usa in azienda interessano due articoli soli: trasparenza e alfabetizzazione (Parte 8).

Allucinazione — la risposta plausibile ma inventata. Quando l'informazione manca, il modello produce la continuazione più credibile: a Luca, consulente del lavoro a Modena, una scadenza contributiva sbagliata arriva scritta con la stessa sicurezza di una giusta. Antidoti: via d'uscita, fonti, verifica (cap. 1.1).

API — l'interfaccia con cui i programmi accedono a Claude senza passare dalla chat. Si paga a consumo, per milione di token, e non è compresa nell'abbonamento: sono due portafogli separati (cap. 6.5).

API key — la chiave personale creata nella console di Anthropic, con cui un programma si presenta all'API. Si custodisce come una password: mai in chiaro dentro un flusso, mai dentro un file che finisce online (capp. 5.3 e 6.2).

Artifact — contenuto autonomo in una finestra dedicata — documento, pagina HTML, mini-app — con le versioni navigabili. La domanda che decide: quel testo va riusato o consegnato? Allora è un artifact (cap. 2.5).

C

Chat in incognito — la conversazione che non alimenta la memoria e non viene usata per migliorare Claude, nemmeno se hai lasciato attiva l'impostazione. Si apre dal pulsante «Usa incognito», in fondo alla barra laterale, e la marca l'icona del fantasma: per le prove, i temi personali, i dati di terzi (cap. 2.1).

Claude Code — lo strumento agentico che legge i file di una cartella, li modifica ed esegue comandi. Nasce nel terminale e vive anche in VS Code, nell'app desktop e sul web, con lo stesso motore ovunque. Da Pro in su: sul Free non c'è (Parte 4).

Claude Desktop — l'app di Claude per macOS e Windows, con Linux in beta: chat, Code e Cowork in una finestra sola, senza browser (cap. 5.1).

Claude for Excel — l'add-in che risponde alle domande sui dati citando le celle da cui viene ogni numero. La citazione è cliccabile e salta alla cella giusta anche quando sta su un altro foglio della cartella: la verifica è un clic (capp. 3.3 e 5.2).

Claude for PowerPoint — l'add-in che costruisce e modifica slide usando il template che hai già — schema diapositiva, layout, font, colori — e ti elenca cosa ha toccato, slide per slide. Le modifiche puntuali non rigenerano il deck intero (capp. 3.2 e 5.2).

Claude in Chrome ★ — l'estensione con cui Claude legge, clicca e naviga i siti insieme a te (cap. 5.2).

CLAUDE.md — il file di istruzioni permanenti che Claude Code legge da solo a inizio sessione: le regole del progetto scritte una volta e valide sempre. Elena, commercialista a Bergamo, ci mette il modo in cui vanno nominate le fatture, e smette di ripeterlo (cap. 4.4).

Commit — in git, la «foto con didascalia» di una versione dei file: il punto preciso a cui tornare quando qualcosa va storto. Senza commit non c'è un ritorno, c'è solo l'ultimo salvataggio (cap. 4.6).

Connettore — il collegamento tra Claude e un servizio esterno — Gmail, Calendar, Drive — via MCP: i dati va a prenderli lui, citando la fonte. Sul piano Free ne colleghi al massimo uno personalizzato (cap. 2.6).

C.O.R.E. — il metodo dei prompt di questo libro: Contesto, Obiettivo, Regole, Esempi. Quattro blocchi, sempre nello stesso ordine, che trasformano una domanda in un incarico (cap. 1.3).

Cowork — l'architettura agentica di Claude Code senza il terminale: consegni un incarico su cartelle vere, torna una consegna da collaudare. Da Pro in su; consuma i limiti più in fretta della chat (Parte 5).

CSV — il file di righe e colonne che esporti dal gestionale: il formato ponte tra i tuoi dati e Claude. La Pasticceria Fiorillo di Salerno ci porta un anno di vendite e ne esce con le domande giuste da fare al proprio banco (capp. 0.1 e 3.3).

D

Delega — l'incarico completo, contrapposto alla domanda. Il brief dichiara quattro cose: obiettivo, materiali, formato dell'output, criteri di accettazione. Senza il quarto, quello che torna non lo puoi né bocciare né approvare (cap. 5.1).

Deployer — nel lessico dell'AI Act, chi usa un sistema di IA sotto la propria autorità: la PMI, il professionista, lo studio. È il ruolo di quasi tutti i lettori di questo libro, e non va confuso con quello del fornitore (Parte 8).

DPA — Data Processing Agreement, il contratto sul trattamento dei dati previsto dall'art. 28 del GDPR. Anthropic lo offre sui piani business e sull'API, non sui piani consumer: è la differenza che decide cosa puoi caricare dei tuoi clienti (Parte 8).

E

Effort — lo sforzo di ragionamento del modello, in italiano «Impegno», dal selettore sotto la casella di testo. Più è alto, più il modello pondera — e più consuma i tuoi limiti (cap. 1.1).

F

Finestra di contesto — quanta conversazione il modello tiene presente, misurata in token. Le chat chilometriche la saturano e la qualità cala senza un avviso: quando succede, si riparte da una chat pulita con un riassunto in testa (cap. 1.4).

Flusso — la sequenza automatizzata: un innesco (il trigger), i passaggi (i nodi), un'azione finale. All'agenzia viaggi Sole di Puglia, a Lecce, l'innesco è il modulo contatti del sito, e la risposta al cliente parte solo dopo l'occhiata di una persona (capp. 5.3 e 5.4).

G

Git — il programma che tiene lo storico delle versioni dei file: la macchina del tempo di Claude Code. Su Windows si installa come Git for Windows, ed è consigliato averlo prima di cominciare (capp. 4.2 e 4.6).

H

Hub — il sito compagno del libro, libro.totaliweb.com: libreria dei 520 prompt, aggiornamenti, errata corrige, kit dei progetti. Questa pagina ci sta dentro (cap. 0.1).

I

Istruzioni di progetto — le regole permanenti di un Project: valgono per ogni conversazione aperta lì dentro. Anna, copywriter a Milano, ci scrive una volta il tono del cliente e non lo ridetta a ogni bozza (cap. 2.4).

K

KDP — Kindle Direct Publishing, la piattaforma di autopubblicazione di Amazon. La prosa generata dall'AI si dichiara ad Amazon quando pubblichi, anche dopo una revisione profonda; se il testo lo scrivi tu e l'AI ti aiuta solo a correggerlo, non si dichiara (cap. 6.3).

Knowledge — i documenti caricati in un Project, a disposizione di ogni sua chat: il posto dei materiali stabili — listini, guide, esempi. Fino a 30 MB per file; sui piani a pagamento, quando ci si avvicina al limite di contesto, Claude ne pesca solo i pezzi utili (cap. 2.4).

L

Libreria dei prompt — le 520 schede della Parte 7, divise in 13 categorie: compatte sulla carta, complete sull'hub con il codice di sblocco che trovi nel capitolo 8.4 (cap. 8.4).

Limiti di utilizzo ★ — quanto puoi usare Claude: una sessione che si azzera ogni 5 ore e, sui piani a pagamento, un tetto settimanale. Numeri assoluti non pubblicati (cap. 8.2).

M

MCP — Model Context Protocol, lo standard aperto che collega l'AI a strumenti e servizi esterni: la «presa standard» dietro i connettori. Aperto vuol dire che la spina può fabbricarla chiunque, anche chi non ti vuole bene: i connettori personalizzati non sono verificati da Anthropic (cap. 2.6).

Memoria — la sintesi automatica delle conversazioni, aggiornata ogni 24 ore, che dà contesto alle chat nuove. Si vede, si corregge e si azzera dalle impostazioni: il reset è permanente e porta via anche le memorie dei Project (cap. 2.1).

Modello ★ — il motore che genera le risposte, scelto dal selettore sotto la casella di testo (cap. 1.1).

N

n8n — orchestratore di flussi a nodi: la Community Edition è gratuita e la installi su un tuo server. Esiste anche la versione gestita in cloud. Alternative con piano gratuito: Make e Zapier (capp. 5.3 e 6.5).

P

Payload — il pacchetto di dati che viaggia con un webhook: il bigliettino che dice chi ha suonato e perché. Nome, email, messaggio del modulo — quello che il flusso userà da lì in avanti (cap. 5.3).

Permessi — il sistema di freni di Claude Code: cosa può fare da solo, cosa deve chiederti ogni volta. Si regolano con /permissions, e Paola, architetto a Torino, li tiene stretti finché non ha visto Claude lavorare (cap. 4.6).

Piano ★ — il livello di abbonamento: Free, Pro, Max, più Team ed Enterprise per le organizzazioni (cap. 0.2).

Project — la «cartella con la memoria», in italiano «Progetti»: istruzioni permanenti, knowledge e chat dedicate. Sul Free ne tieni fino a 5, da Pro in su illimitati; quelli finiti si archiviano senza perderli (cap. 2.4).

Prompt — l'istruzione che scrivi a Claude. La differenza tra un risultato usabile e uno da rifare non la fa la lunghezza: la fa la struttura — contesto, obiettivo, regole, esempi (cap. 1.3).

Prompt injection — istruzioni nascoste dentro i dati — un file, una pagina web, un'email — scritte per dirottare l'AI che li legge. Il listino di un fornitore che non conosci è un file, ma è anche un ingresso: origine nota o niente (capp. 3.3 e 5.2).

Pubblicazione (di un artifact) — il link pubblico che si apre anche senza account. Chi lo apre può accedere ai file della conversazione d'origine: si pubblica solo da chat pulite, e una volta rimosso il link non si ripubblica (cap. 2.5).

Punto di approvazione umana — il passaggio in cui il flusso si ferma e decide una persona. L'AI produce, l'umano approva: si dichiara quando disegni il flusso, non quando è già in funzione (capp. 5.4 e 6.5).

R

Repository — in git, l'«album» del progetto: la cartella con tutta la storia dei file, foto per foto. Ce n'è uno per progetto, e vive dentro la cartella su cui stai lavorando (cap. 4.6).

Research (Ricerca approfondita) — l'indagine multi-passo, in-app «Ricerca»: scompone il tema, incrocia le fonti, consegna un dossier con le citazioni. Da Pro in su, e consuma i limiti più in fretta di una chat normale (cap. 2.3).

Ricerca web — la ricerca in tempo reale con citazioni e link, su tutti i piani. Si accende per singola conversazione dal menu «+», non da un interruttore generale: serve per il fatto puntuale di oggi. Per i dossier c'è la Ricerca approfondita (cap. 2.3).

S

Sandbox — il recinto isolato dove i comandi girano senza toccare il resto del sistema. In Claude Code su Windows richiede WSL 2, l'ambiente Linux integrato di Windows (cap. 4.2).

Scheda prompt — il riquadro con codice (P107…), tag, cosa fa e short-link: la porta d'ingresso ai prompt della libreria dentro i capitoli (cap. 0.1).

Sessione — la finestra di consumo dei limiti: si azzera ogni 5 ore. Le deleghe grosse — un archivio da riordinare, un dossier da montare — si fanno partire a inizio sessione, non a venti minuti dalla fine (capp. 0.2 e 5.1).

Short-link — l'indirizzo corto stampato nel libro (go.totaliweb.com/…), da digitare a mano: ti porta alla risorsa sull'hub senza ricopiare mezza riga di indirizzo (cap. 0.1).

Skill — una procedura riutilizzabile che estende Claude: in-app si chiama «Competenze», in Claude Code è un file SKILL.md. Si attiva da sola quando serve, oppure la chiami con /nome-skill (cap. 4.5).

Sub-agente — assistenti specializzati con contesto, strumenti e permessi propri: si dividono il lavoro in parallelo, come una piccola squadra a cui hai dato mansioni diverse (capp. 4.5 e 5.1).

T

Terminale — la finestra a riga di comando: scrivi testo, leggi testo, niente pulsanti. È la casa d'origine di Claude Code (cap. 4.1).

Thinking — il ragionamento passo-passo reso visibile prima della risposta. È un'impostazione a sé: si regola nel selettore, separata dal modello e dall'effort (cap. 1.1).

Titolare e responsabile — i due ruoli del GDPR: il titolare decide perché e come si trattano i dati (la tua attività), il responsabile li tratta per suo conto. Sapere quale dei due sei decide quali obblighi ti riguardano (Parte 8).

Token — l'unità con cui il modello misura il testo: frammenti di parola, non parole intere. In token si contano la finestra di contesto e, sull'API, i costi (capp. 1.1 e 6.5).

V

Variabile — il segnaposto [TRA QUADRE] nei prompt della libreria: si sostituisce con i tuoi dati prima dell'invio. Se ne dimentichi uno si vede subito — il sollecito parte indirizzato a [NOME CLIENTE] (Parte 7).

Via d'uscita — la regola che disinnesca l'invenzione: «se un dato non è verificabile, scrivi N/D». Un prompt che gira su dati veri senza via d'uscita, prima o poi, ti mente (cap. 1.3).

W

Webhook — la chiamata automatica che un software fa a un indirizzo web per avvisarne un altro: il campanello tra due programmi. Suona, e dall'altra parte parte il flusso (cap. 5.3).


Come è tenuta questa pagina

Ogni voce viva porta la data della verifica, non un generico «aggiornato di recente»: se la data è vecchia, lo vedi tu e ne tieni conto. Le altre cinquantacinque si toccano solo quando cambia il prodotto, non quando cambia l'umore.

Tre indirizzi da tenere a portata: gli aggiornamenti e le correzioni al libro stanno su go.totaliweb.com/r-novita, il confronto tra i piani su go.totaliweb.com/r-piani, il calendario normativo su go.totaliweb.com/r-normativa. Questa pagina si raggiunge da go.totaliweb.com/r-glossario.