Venti regole e otto controlli: leggere il primo punteggio
Quali regole della guida di stile decidono davvero, e perché 6 su 8 al primo giro è un risultato migliore di 8 su 8.
La consegna
Scrivi la guida di stile del tuo blog in venti regole numerate, col prompt maestro. Poi scegli un tema che conosci bene, fatti generare una bozza dentro quelle regole e passala agli otto controlli, uno per uno, segnando l'esito accanto a ciascuno.
La domanda dell'esercizio è «quanti ne passa al primo colpo». La risposta giusta non è «tutti»: è un numero che ti dice quali regole hai scritto vaghe.
Come si ragiona
1. Cinque regole decidono, quindici rifiniscono. Le cinque che portano il peso: chi scrive (col mestiere vero, non col ruolo), a chi parla, il tono con un metro verificabile, come si trattano numeri e prezzi, il divieto principale del tuo settore. Se sbagli quelle, le altre quindici non salvano niente — sistemano la punteggiatura di un testo che non doveva uscire.
2. Una regola è tale solo se puoi dire «l'ha violata» col dito su una riga. «Tono professionale» non è verificabile: non sapresti indicare la prova. «Mai il lei ai lettori, sempre il tu» lo verifichi in cinque secondi. Prova ogni regola così, prima di numerarla.
3. Rispondi alle domande del prompt con esempi, non con aggettivi. La domanda che produce le regole migliori è «cosa non sopporti nei blog del tuo settore»: è l'unica che nasce da un fastidio vero, e i fastidi veri sono già specifici. «Non sopporto quelli che ti spiegano cos'è il pomodoro San Marzano» diventa una regola in dieci secondi.
4. Le due liste si scrivono per esteso. Parole vietate e frasi-fotocopia sono le sole due regole che si controllano con Ctrl+F. Ogni voce in più nella lista è un controllo che non ti costa niente e che nessuno deve ricordarsi di fare.
5. Scegli il tema di prova con un criterio solo: hai fatti che nessun altro ha. Un tema generico non misura la guida, misura la fortuna. Il tema giusto è quello su cui potresti parlare dieci minuti al telefono senza cercare niente.
6. Fornisci il materiale vero prima di leggere la bozza. Numeri, un fatto accaduto, i prezzi col mese. Una bozza senza materiale fallisce i controlli 1, 2 e 3 per costruzione: non è la guida ad aver sbagliato, sei tu che hai chiesto un articolo su niente.
7. Come si legge il punteggio. Otto su otto al primo colpo vuol dire una di due cose: o hai fornito molto materiale — è il caso della cantina nel capitolo, con i turni, i prezzi e il caso Vitale sul tavolo prima di generare — oppure stai leggendo con indulgenza, e allora rifai il controllo 1 a voce alta. Il punteggio utile è cinque o sei: i due o tre che cadono ti indicano la regola vaga.
8. Il punteggio da solo non ripara niente. Accanto a ogni esito va la prova: la frase incriminata, il numero senza fonte, la parola vietata trovata. «6/8» in un quaderno è un voto; «6/8, cade il controllo 6 perché il prezzo è secco» è una correzione.
9. La manutenzione è la parte che dura. Due bozze respinte per lo stesso motivo significano che la guida ha un buco. Si aggiunge un esempio negativo — la frase com'era e come andava scritta — non un aggettivo nelle istruzioni.
Una soluzione svolta
La Trattoria Da Nino, Napoli: otto tavoli ai Quartieri Spagnoli, gestione familiare, e un blog che non è mai partito. Le cinque regole che portano il peso, dalla guida di Nino:
- Chi scrive: chi cucina. La genovese sta sul fuoco dieci ore, ricetta del 1987, e il menù del giorno si scrive a mano ogni mattina.
- A chi parliamo: chi cerca dove mangiare ai Quartieri stasera, chi cucina napoletano a casa e vuole capire perché non gli viene.
- Tono: come al banco. Seconda persona singolare, frasi brevi, mai la voce da guida turistica. Metro verificabile: nessuna frase sopra le venticinque parole.
- Numeri e prezzi: solo i nostri, e col mese accanto — «pranzo fisso 13 € (indicativo, agosto 2026)».
- Divieto principale: niente «tradizione», «autentico», «come una volta», «genuino». Se la frase può stare sul menù di qualunque trattoria d'Italia, si riscrive.
E la coppia di esempi negativi che insegna più di dieci aggettivi:
Prima: «Nella nostra trattoria potrai riscoprire i sapori autentici della vera tradizione napoletana, in un'atmosfera familiare e genuina.»
Dopo: «La genovese la mettiamo sul fuoco alle sei del mattino e la togliamo alle quattro del pomeriggio. Per questo a pranzo non c'è: la trovi la sera, dalle sette.»
Il tema di prova: «Perché la genovese cuoce dieci ore (e perché a pranzo non la trovi)». Materiale fornito da Nino prima di generare: le dieci ore, l'anno della ricetta, il pranzo fisso a 13 €, gli otto tavoli, il fatto che la cipolla si compra il giovedì al mercato, e il contorno di friarielli che sul menù compariva a due prezzi diversi.
Esito degli otto controlli: 6 su 8. I due che cadono, con la prova:
- Controllo 6 — prezzi indicativi, col mese. La bozza scrive «il pranzo fisso costa 13 euro», secco. La regola c'era; il materiale è arrivato senza mese e il modello ha copiato la forma del materiale. Correzione a monte: i prezzi si consegnano già nella forma finale, «13 € (indicativo, agosto 2026)».
- Controllo 5 — frasi-fotocopia. Passa la frase «Che tu sia di passaggio ai Quartieri o un habitué, la genovese ti aspetta». Il Ctrl+F non l'ha presa perché in lista c'era «Che si tratti di X o di Y» e non «Che tu sia X o Y». Correzione: la lista si allunga di una voce.
I sei che passano reggono per un motivo solo, ed è la regola 1 al lavoro: il giovedì al mercato, le sei del mattino, la ricetta del 1987. Nessun'altra trattoria può scrivere quelle righe.
Come capisci di averlo fatto bene
- Prendi tre regole a caso: sapresti indicare la riga di testo che le violerebbe? Se no, riscrivile.
- Ctrl+F sulla lista delle parole vietate: il conteggio deve essere zero, non «poche».
- Cerca nella bozza il fatto che solo tu potevi sapere. Se non lo trovi in dieci secondi, il controllo 1 è fallito, comunque suoni il testo.
- Metti in fila i numeri della bozza: ognuno viene dal tuo materiale o è inventato. Non c'è una terza possibilità.
- Accanto a ogni controllo caduto c'è la frase incriminata, copiata. Se hai solo il punteggio, la prossima bozza cadrà uguale.
L'errore che fanno quasi tutti
Leggere la bozza e giudicarla «suona bene», invece di percorrere gli otto controlli in ordine con l'esito scritto accanto a ciascuno. Una bozza che suona bene e non contiene un fatto vero è la peggiore di tutte: passa la tua revisione e non passa il lettore, che dopo tre righe ha già capito di aver letto quello che leggono tutti. Si legge con la checklist in mano, un controllo alla volta, anche quando sembra una perdita di tempo — soprattutto allora.
E adesso
Con la guida che regge, la fase 2 del capitolo — il piano dei temi — smette di essere un elenco di titoli e diventa un calendario motivato riga per riga. I prompt che servono adesso: la guida di stile P015 — go.totaliweb.com/p15 — il piano temi P064 — go.totaliweb.com/p64 — e il revisore avversariale P016 — go.totaliweb.com/p16. La griglia di valutazione sono otto righe e tre colonne — controllo · esito · prova — e la versione stampabile è nel kit: go.totaliweb.com/r-kit-blog.