Il collaudo dell'installazione, risposta per risposta
Le risposte esatte che devi vedere dopo l'installazione, e cosa fare quando il terminale dice che claude non esiste.
La consegna
Installi Claude Code, crei una cartella di prova, ci entri, lanci claude e ti fai dire due cose: che versione è e in che cartella siete. Se la cartella è quella giusta, il collaudo è superato. Sembra una formalità: è il momento in cui verifichi tre cose diverse in sessanta secondi, e questa pagina ti dice quali e come si leggono le risposte.
Come si ragiona
1. Non stai collaudando una cosa sola, ne stai collaudando tre. Che il programma esista e il terminale lo trovi. Che il tuo account sia collegato, quindi che risponda davvero. Che il perimetro sia quello che credi. Tre esiti separati, tre diagnosi diverse quando qualcosa non torna: confonderli è il motivo per cui la gente reinstalla tutto quando bastava riaprire una finestra.
2. La versione si chiede fuori dalla sessione. Nel terminale, senza aver lanciato nulla:
claude --version
La risposta è secca: un numero seguito da (Claude Code). Sulla macchina di verifica del libro leggeva 2.1.209 (Claude Code); il tuo numero sarà più alto, perché l'installer nativo si aggiorna da solo. Il numero in sé non ti serve a nulla oggi — serve il giorno in cui una funzione descritta nel libro non c'è, e la prima domanda diventa «quanto è vecchia la mia copia?». Chi ha installato via npm, WinGet o Homebrew scoprirà qui che è fermo al giorno dell'installazione.
3. Se risponde che il comando non esiste, non è rotto niente. «command not found: claude» su Mac e Linux, «'claude' is not recognized…» su Windows: è l'intoppo numero due del capitolo, e nove volte su dieci la causa è che il terminale era già aperto mentre installavi. Il terminale legge l'elenco delle cartelle dove cercare i comandi quando si apre, non dopo. Chiudi tutte le finestre del terminale, riaprine una, riprova. Prima le soluzioni noiose.
4. La cartella si chiede dentro la sessione, ed è la parte che conta. Lanci claude e scrivi la domanda del capitolo: «Presentati: in che cartella siamo e cosa sai fare?». Non è una cortesia — è l'unico modo per vedere il perimetro con gli occhi invece che per supposizione. Code vede la cartella da cui lo lanci, e da lì in poi quel confine governa tutto: cosa può leggere, dove scriverà, cosa non toccherà mai perché semplicemente non lo vede.
5. La risposta si legge con un metro solo: il percorso. Deve nominare la tua cartella di prova, e se è vuota deve dirlo. Se nomina la tua cartella utente, il Desktop o Documenti, non è un errore di Claude: sei entrato nel posto sbagliato prima di lanciarlo. Esci, cd nella cartella giusta, rilancia. Nessun danno, perché non hai ancora chiesto niente.
6. Due cose che sembrano guasti e non lo sono. L'interfaccia parla inglese: menu, avvisi, richieste di permesso, «Login successful» compreso. Tu scrivi in italiano e le risposte arrivano in italiano. E il primo avvio apre il browser per il login: succede una volta sola, e se il browser non si apre da solo il tasto c copia l'indirizzo da incollare a mano.
7. Il collaudo diventa un'abitudine, non un rito. La domanda «in che cartella siamo?» si rifà ogni volta che lanci Code in un posto nuovo. Costa cinque secondi e ti salva dal caso peggiore che esiste in questa Parte: l'AI che lavora bene, con metodo, nella cartella sbagliata.
Una soluzione svolta
Paola, architetto a Torino, ha appena lanciato il comando di installazione su Windows 11. Ecco la sua sequenza intera, tre passi.
Primo — la versione, dal terminale appena riaperto:
claude --version
Risposta: un numero seguito da (Claude Code) — più alto di quello letto sulla macchina di verifica, perché l'installer nativo si è già aggiornato da solo. Prima porta superata.
Secondo — la cartella di prova. L'ha creata sulla Scrivania da Esplora file, si chiama prova-claude. Nel terminale:
cd Desktop\prova-claude
claude
Su Mac e Linux la stessa riga con la barra dritta: cd Desktop/prova-claude. Parte il login nel browser, Paola autorizza con l'account dell'abbonamento, il terminale scrive «Login successful» e chiede un Invio.
Terzo — la domanda:
Presentati: in che cartella siamo e cosa sai fare?
La risposta che chiude il collaudo suona così: «Siamo in C:\Users\paola\Desktop\prova-claude, al momento vuota. Da qui posso leggere e creare file, eseguire comandi e lavorare sul contenuto di questa cartella.» Percorso giusto, cartella vuota dichiarata, capacità elencate. Sessanta secondi, macchina accesa.
La settimana dopo Paola apre PowerShell dal menu Start e digita claude di slancio, senza cd. Alla domanda di rito la risposta cita C:\Users\paola — la sua cartella utente, con dentro tutto. Chiude, entra nella cartella del lavoro, rilancia. È esattamente per questo che la domanda si fa prima e non dopo.
Come capisci di averlo fatto bene
claude --versionrisponde con un numero e la dicitura(Claude Code), non con un messaggio di errore.- La risposta alla domanda cita il percorso della tua cartella di prova, per intero — non «la cartella corrente», il percorso.
- Quel percorso coincide con quello che vedi nella barra di Esplora file (o nel Finder) con la cartella aperta davanti.
- Dopo il collaudo la cartella è ancora vuota: nessun file è comparso. Presentarsi non è lavorare.
- Sai rifare i tre passi in meno di un minuto senza rileggere questa pagina.
L'errore che fanno quasi tutti
Aprire il terminale dal menu Start e digitare subito claude, saltando il cd. Funziona tutto, il login passa, sembra un successo — e Code si ritrova con il perimetro spalancato sulla cartella utente: documenti, download, scrivania, tutto insieme. Poi arriva la prima richiesta di riordino e il danno potenziale non è più teorico. La correzione dura tre secondi: prima si entra nella cartella, poi si lancia il programma. Mai il contrario.
E adesso
Il capitolo 4.3 mette la macchina al lavoro: da cartella vuota a sito nel browser, trenta minuti cronometrati. Se qualcosa non ha funzionato, non improvvisare: incolla l'errore intero — dalla prima all'ultima riga — nel prompt P229 (go.totaliweb.com/p229), che ti guida un passo alla volta e ti dice cosa deve apparire a ogni passo. Se claude non parte nemmeno, quel prompt lo usi in chat su claude.ai. La versione sempre aggiornata dei comandi di installazione sta su go.totaliweb.com/r-install.