Cinque attività, due deleghe: come si sceglie
Le tre domande-filtro applicate a una settimana vera: quali attività passano, quali no, e con quale prima consegna si comincia.
La consegna
Elenchi cinque attività ripetitive della tua settimana e ne cerchi due: quelle che affideresti a Claude Code. Gli indizi sono tre — toccano file o cartelle? hanno regole chiare? le fai sempre uguali? La lista è tua e cambia da mestiere a mestiere. Quello che non cambia è il criterio per scegliere le due giuste, ed è il contenuto di questa pagina.
Come si ragiona
1. Scrivi le attività come le fai, non come le racconti. «Sistemo i file» non è un'attività: è un sospiro. Un'attività ha quattro pezzi — verbo, oggetto, dove stanno le cose, quanto ti costa. «Rinomino e archivio i PDF dei cedolini che esporto dal gestionale, finiscono tutti in Scaricati, ogni mese, 50 minuti.» Questa riga si può valutare; l'altra no. Se non riesci a scrivere i minuti, quell'attività non è ancora pronta per il filtro: cronometrala una volta e riprova.
2. Pretendi tre sì, non due. Le domande non sono un punteggio: sono tre porte in fila. Due sì su tre non fanno una mezza delega, fanno un progetto che si arena a metà. Il verdetto «forse» esiste apposta: ci parcheggi le attività che passeranno quando avrai chiarito la regola che manca.
3. La prima domanda scarta più di quanto sembri. Code lavora dentro una cartella del tuo computer. Tutto ciò che vive solo nella posta o dentro il browser — rispondere alle email, aggiornare il gestionale online, compilare un modulo su un portale — sembra delegabile e per Code non lo è. Non è tempo perso: è materiale per i connettori del capitolo 2.6 o per Cowork, nella Parte 5. Ma qui si valuta Code, e Code vuole file.
4. La seconda domanda misura il ritorno, non la noia. Moltiplica minuti per frequenza e per dodici: hai le ore che quell'attività ti prende in un anno. Confrontale con il costo di costruzione: nel capitolo 4.5 un'ora scarsa basta per montare e collaudare tre flussi, quindi per il primo conta una ventina di minuti. Un lavoro da 40 minuti al mese vale 8 ore l'anno: si ripaga il primo mese. Un lavoro da 20 minuti, due volte l'anno, non si ripaga mai — e va benissimo continuare a farlo a mano.
5. La terza domanda è quella che ti frega. «Ha regole chiare» non significa che tu sappia riconoscerle quando le vedi: significa che sai dettarle prima, a qualcuno che non c'era. Prova a dirle a voce come le diresti a un collaboratore nuovo. Se ti senti dire «dipende» più di due volte, quella non è una regola: è un giudizio, e i giudizi restano tuoi. Il rischio non è che Code si fermi, è il contrario: dove trova un buco lo riempie con qualcosa di plausibile, esattamente come le risposte inventate nelle FAQ del capitolo 4.3.
6. Cerchia le due più ripetitive, non le due più odiate. È la scelta che decide se continuerai. La prima delega deve riuscire, perché quello che stai collaudando non è Claude Code: è la tua fiducia nel metodo. L'attività che detesti di più è quasi sempre quella con più eccezioni — per questo la detesti. Tienila per il terzo giro.
7. Chiudi con la prima consegna, scritta. Una delega vale quanto la sua riga di consegna: cosa entra, cosa esce, come si controlla che sia giusta. Se non sai scrivere il criterio di collaudo, non sai ancora cosa stai delegando. La prima versione te la dà già P443; il prompt P228 la rifinisce dentro Claude Code, il giorno in cui l'avrai installato — e resta fermo finché non gli dici «procedi».
Una soluzione svolta
Luca, consulente del lavoro a Modena, studio con due collaboratori e 14 aziende clienti. L'audit si fa in chat, prima ancora di installare qualcosa. Il prompt è P443, compilato coi suoi dati:
Claude Code è la versione di Claude che lavora sul mio computer: legge i file
nelle cartelle, li modifica ed esegue comandi. Aiutami a capire cosa della mia
settimana posso delegargli.
Io faccio: consulente del lavoro, studio con due collaboratori a Modena, 14 aziende clienti.
Le mie attività ricorrenti:
- archiviare i cedolini esportati dal gestionale: PDF che finiscono tutti in Scaricati, da smistare per cliente e per mese — ogni mese, 50 min
- rispondere alle richieste di ferie e permessi che arrivano per email — ogni giorno, 30 min
- preparare il promemoria delle scadenze contributive dal foglio delle scadenze — ogni mese, 40 min
- leggere le circolari INPS e decidere quali riguardano quali clienti — ogni settimana, 45 min
- chiamare i clienti in ritardo con i documenti — ogni settimana, 25 min
Applica a ogni attività tre domande-filtro: 1) tocca file o cartelle sul computer?
2) è ripetitiva, cioè si rifà quasi uguale ogni volta? 3) ha regole che spiegherei
a un collega in poche righe?
Restituisci:
1) tabella: attività → le tre risposte (sì/no) → verdetto «delegabile a Code» / «forse» / «no»;
2) le 2-3 delegabili più promettenti, ordinate per tempo risparmiato, ciascuna con
la prima consegna da provare scritta in una riga;
3) per le scartate, il motivo in una riga.
Regole: «delegabile» solo se passa tutte e tre le domande; sii onesto — se dalla mia
lista non esce nulla di adatto, dillo; non propormi altri strumenti: qui valuto solo
Claude Code.
La tabella che torna, letta riga per riga:
| Attività | File? | Ripetitiva? | Regole? | Verdetto |
|---|---|---|---|---|
| Archiviare i cedolini | sì | sì | sì | delegabile |
| Rispondere alle richieste di ferie | no | sì | no | no |
| Promemoria scadenze contributive | sì | sì | sì | delegabile |
| Leggere le circolari e assegnarle | no | sì | no | no |
| Chiamare i clienti in ritardo | no | sì | sì | no |
Le due cerchiate sono la prima e la terza: 50 e 40 minuti al mese, 18 ore l'anno in due. Le altre tre non sono scarti, sono rinvii con motivo: le ferie e le circolari passano da posta e portali (materiale da connettori, capitolo 2.6), e la scelta di quali circolari riguardano quali clienti è giudizio professionale — resta di Luca anche il giorno in cui tutto il resto sarà automatico. Le telefonate, per fortuna, pure.
La prima consegna di Luca, quella da cui parte: «Nella copia della cartella Scaricati, prendi i PDF dei cedolini, rinominali AAAA-MM-cliente-cedolino.pdf leggendo cliente e mese dalla prima pagina, e mettili nella sottocartella del cliente. Nessun file eliminato, report finale con l'elenco degli spostamenti.» Una riga, e dentro ci sono già il risultato, il perimetro e il collaudo.
Come capisci di averlo fatto bene
- Ogni riga della tua lista ha frequenza e minuti. Se una riga non ha numeri, non l'hai osservata: l'hai immaginata.
- Le due cerchiate rispondono sì a tutte e tre le domande. Non due su tre, non «sì ma».
- Per ognuna sai dire a memoria in quale cartella stanno i file. Se devi cercarla, il perimetro non è chiaro nemmeno a te.
- Il conto annuale delle due cerchiate supera abbondantemente l'ora di costruzione: se non lo supera, hai scelto per fastidio, non per ritorno.
- Sai scrivere la prima consegna in una riga sola, criterio di collaudo compreso.
L'errore che fanno quasi tutti
Cerchiare l'attività che si odia di più. Quasi sempre è la posta: mezz'ora al giorno, ripetitiva, insopportabile — e per Code non è delegabile, perché non vive in una cartella. Il risultato è un pomeriggio speso a forzare lo strumento sbagliato e la conclusione sbagliata («non fa quello che serve a me»). La correzione è meccanica: prima la domanda sui file, poi tutto il resto. Se la risposta è no, l'attività non è persa — cambia strumento, non cambia valore.
E adesso
Il capitolo 4.2 installa la macchina: venti-trenta minuti, comandi esatti, cinque intoppi già risolti. Poi torna su questa lista, perché la prima delega vera la scriverai lì. I due prompt di questa pagina: P443 — go.totaliweb.com/p443 per l'audit, P228 — go.totaliweb.com/p228 per trasformare il fastidio in consegna. Il progetto P4 della Parte 6, «L'analista personale», è la stessa logica portata al report settimanale.