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Claude AILa Guida Operativa Completa

Il calcolatore su misura: dettare la formula giusta

Come si detta una formula senza ambiguità, si collauda su due casi già noti e si trova l'errore prima che finisca in un preventivo.

Capitolo 2.5 · Artifacts 8 min di lettura Aggiornata il 12 agosto 2026

La consegna

Fatti costruire con P227 il calcolatore che rifai a mano ogni settimana: margine su un prodotto, tariffa oraria, preventivo rapido. Prima di usarlo sul serio, passalo su due casi di cui conosci già il risultato e confronta con la calcolatrice. Poi mettilo al lavoro su un caso vero.

Come si ragiona

Il calcolo è il tuo, e nessuno può darti il numero giusto al posto tuo. Ma il modo in cui si detta una formula si impara, ed è il novanta per cento dell'esercizio.

1. Scegli il calcolo giusto. Deve avere tre caratteristiche: lo rifai spesso, la formula la conosci, e oggi vive nella tua testa o in un foglio che nessuno apre. Se la formula non la sai, un calcolatore non ti serve — ti serve decidere come si calcola, ed è un altro lavoro.

2. Separa fissi e variabili su carta, prima di aprire la chat. I fissi sono i valori che cambiano una volta l'anno: ammortamenti, tariffe, ricarichi. I variabili sono quelli che digiti a ogni uso: ore, quantità, importi. Confonderli è la causa numero uno dei calcolatori sbagliati, perché produce un'app che ti chiede ogni volta un dato che è sempre lo stesso — e prima o poi lo sbagli.

3. Detta la formula nell'ordine delle operazioni, con le unità. «Ammortamento 4.500 € l'anno» e «ore al mese» non stanno nella stessa formula finché qualcuno non divide per dodici: quel qualcuno sei tu, a parole. Le unità di misura vanno dette sempre — all'ora, al mese, al chilo — perché è lì che si nascondono gli errori di un fattore dodici.

4. Le percentuali vogliono la base. «Più il 15% di spese generali» non è una formula: manca su cosa. Sul totale? Sulla sola manodopera? Prima o dopo lo sconto? Ogni percentuale che scrivi deve avere accanto la parola «su».

5. La regola «fermati e chiedi» è la parte che salva. P227 impone a Claude di non costruire se la logica è ambigua o manca un valore. Se il tuo calcolatore arriva al primo colpo senza una sola domanda, non festeggiare: rileggi la formula che hai dettato e cerca cosa hai dato per scontato. Le domande sono un buon segno, non un intoppo.

6. Serve l'interruttore acceso. «Esecuzione del codice e creazione di file», in Impostazioni > Funzionalità. È lo stesso che sblocca i fogli di calcolo del capitolo 2.2: se l'artifact non appare, la causa è quasi sempre lì.

7. Il collaudo sono tre casi, non due. Due li chiede l'esercizio e sono i casi noti: un lavoro normale e uno un po' fuori dall'ordinario, entrambi pescati dall'archivio dei preventivi già fatti. Il terzo lo aggiungi tu ed è il caso limite: zero, campo vuoto, testo al posto di un numero. Un calcolatore che di fronte al vuoto risponde «0», e non «NaN» — la sigla inglese di «non è un numero», che salta fuori quando il calcolo non si può fare — è un calcolatore che si può dare in mano a qualcun altro.

8. Confronta con la calcolatrice, non con il ricordo. «Mi sembra giusto» non è un collaudo. Il dettaglio voce per voce sotto il risultato serve esattamente a questo: rifai i tre passaggi a mano e guarda dove il tuo numero e il suo divergono.

9. I valori fissi vivono dentro l'app. Quando cambia la bolletta o la tariffa, chiedi la modifica in chat e ricollauda con gli stessi due casi. È il passo che tutti saltano al secondo mese.

Una soluzione svolta

Gennaro, idraulico a Torre del Greco, i preventivi al telefono li fa a spanne. Vuole il numero prima di riattaccare, IVA esclusa, con il dettaglio da leggere al cliente.

Fissi: diritto di chiamata 35 €, manodopera 32 € l'ora, maggiorazione del 40% per gli interventi fuori orario, ricarico del 25% sui materiali. Variabili: ore di lavoro, costo dei materiali a fattura, fuori orario sì o no.

Sei uno sviluppatore che costruisce piccoli strumenti di calcolo per chi non
programma. Crea come artifact una mini-app che faccia questo calcolo, e solo
questo.
Cosa deve calcolare: il prezzo di un intervento idraulico a domicilio, IVA
esclusa.
I dati che inserirò ogni volta: ore di lavoro, costo dei materiali a fattura,
intervento fuori orario sì/no.
I valori fissi:
diritto di chiamata 35 € — sempre, anche se l'intervento dura dieci minuti
manodopera 32 €/ora
maggiorazione fuori orario +40%
ricarico sui materiali +25%
La logica del calcolo, come la spiegherei a un collega: sommo il diritto di
chiamata e le ore per 32; se l'intervento è fuori orario aumento del 40% questa
somma; poi aggiungo i materiali aumentati del 25%.
Requisiti:
1) campi con etichette in italiano e un esempio dentro;
2) risultato grande e ben visibile, aggiornato mentre scrivo;
3) sotto il risultato, il dettaglio del calcolo voce per voce, così lo verifico
a mano;
4) un pulsante «azzera»;
5) usabile da telefono, in cantiere come in ufficio.
Regole: se la logica che ti ho descritto è ambigua o manca un valore, fermati e
chiedimelo PRIMA di costruire — un calcolatore sbagliato è peggio di nessun
calcolatore; non aggiungere voci di costo o parametri che non ho indicato.

Claude non costruisce: fa due domande. La maggiorazione del 40% vale anche sui materiali? E le frazioni d'ora come si contano — un intervento di un'ora e dieci si paga 1,17 ore o si arrotonda alla mezz'ora? Sono le due ambiguità vere, e Gennaro non se n'era accorto. Risposte: la maggiorazione vale solo su chiamata e manodopera; le frazioni si arrotondano alla mezz'ora superiore.

Il collaudo, sui due preventivi dell'ultima settimana:

  • Caso A, intervento ordinario: 2 ore, 48 € di materiali. Il dettaglio mostra 35 + (2 × 32) = 99 €, materiali 48 × 1,25 = 60 €, totale 159 €. Il preventivo scritto a mano diceva 159 €.
  • Caso B, chiamata serale: 1 ora e 20 minuti — arrotondate a 1,5 — nessun materiale. Dettaglio: 35 + 48 = 83 €, maggiorazione del 40% = 116,20 €. Sul blocchetto Gennaro aveva scritto 116 €. Il calcolatore ha ragione, e la differenza gli serve a decidere una regola che non aveva: al cliente si dice il numero arrotondato all'euro, il dettaglio resta al centesimo.
  • Caso limite, aggiunto da lui: zero ore, zero materiali. Risultato 35 €, cioè il diritto di chiamata. Corretto: chi esce di casa non lavora gratis.

Il primo uso vero arriva il giorno dopo, al telefono, con il cliente in linea: quarantacinque secondi per il numero e per leggere le tre voci che lo compongono.

Come capisci di averlo fatto bene

  • Claude ti ha fatto almeno una domanda prima di costruire. Se non te ne ha fatte, rileggi la tua formula: le ambiguità ci sono, non le hai viste.
  • I due casi noti tornano al centesimo con la calcolatrice, non «più o meno».
  • Il dettaglio voce per voce mostra ogni passaggio con la sua unità di misura, e lo capiresti leggendolo al telefono a un cliente.
  • Il caso limite — zero, campo vuoto — non produce un numero assurdo né un messaggio di errore incomprensibile.
  • Nel risultato non compare nessuna voce di costo che tu non abbia dichiarato: niente arrotondamenti a sorpresa, niente «spese varie».

L'errore che fanno quasi tutti

Collaudare con due casi inventati sul momento. Sono comodi — numeri tondi, due ore, cento euro di materiali — e non provano niente: se il risultato è plausibile lo accetti, perché non hai un termine di paragone. Il collaudo vale solo con casi di cui conosci già la risposta, quindi vanno pescati dall'archivio: due preventivi veri, già fatti, già incassati. Se il calcolatore non li riproduce, l'errore c'è ed è tuo — nella formula dettata — e lo trovi in due minuti guardando quale voce del dettaglio non torna.

E adesso

I calcoli che non perdonano — IVA, sconti a cascata, arrotondamenti — hanno la loro scheda dedicata: P469, go.totaliweb.com/p469. È il controllo da fare prima di mettere il calcolatore in mano a qualcun altro. E se questo strumento ti serve tutti i giorni, la versione artifact è già la prima tappa del progetto P1 della Parte 6, «PreventiFacile»: si capisce in una chat cosa serve davvero, poi l'app vera si costruisce con Claude Code. Il capitolo 2.6, intanto, ribalta il verso del lavoro: i dati non glieli porti più tu.