Tre prompt difettosi: diagnosi e correzione
L'errore principale di ciascuno dei tre prompt, perché è quello e non un altro, e le versioni corrette pronte da copiare.
La consegna
Tre prompt: «Fammi un piano marketing», «Riassumi questo contratto di 30 pagine e trova gli errori e riscrivilo meglio», «Dammi i dati sul mercato immobiliare di Bari». Per ciascuno: qual è l'errore principale tra gli otto del capitolo, e come si riscrive il prompt.
Come si ragiona
Questo esercizio, a differenza degli altri della Parte 1, una risposta giusta ce l'ha. La difficoltà non è trovare un difetto — ce ne sono tre o quattro per prompt — ma capire quale sta a monte.
1. Conta i compiti, prima di ogni altra cosa. È l'unico controllo meccanico dell'intera diagnosi: quanti verbi principali ci sono? Uno, si procede. Due o più, è l'errore 3 e nessun'altra diagnosi conta finché non hai spezzato il lavoro. Il secondo prompt ne ha tre in una riga sola: riassumi, trova, riscrivi.
2. Poi passa il prompt nell'ordine del C.O.R.E. e segna cosa manca. Chi parla e per chi (errore 2). Che risultato, e in quale forma (errori 1 e 4). Quali paletti, via d'uscita compresa (errore 8). Tre passaggi, trenta secondi.
3. Trovato l'elenco, scegli la causa a monte con una domanda sola: cosa succede se correggo tutto tranne questo? Sul primo prompt, se dichiari il formato ma lasci il contesto vuoto, ottieni un piano ben impaginato che parla di un'azienda immaginaria — quindi il formato non era il problema principale. Se invece spezzi il secondo in tre compiti ma dimentichi il formato, ottieni comunque tre risultati utilizzabili. La causa a monte è quella che, lasciata lì, rende inutili tutte le altre correzioni.
4. Il terzo prompt merita un ragionamento a parte, perché è l'unico dei tre che produce un output apparentemente ottimo: numeri, medie, magari una tabella. Senza ricerca web quei valori vengono dalla memoria del modello — vecchi nella migliore delle ipotesi, plausibili e basta nella peggiore. È l'errore 8, il solo degli otto che non si annulla con un secondo prompt una volta che è uscito dal tuo studio dentro una valutazione firmata.
5. Le correzioni si scrivono sostituendo aggettivi con vincoli. «Piano marketing dettagliato» resta vago per sempre. «Due canali, dodici settimane, massimo due azioni a settimana, 200 € al mese, in tabella con azione, chi la fa, costo e come capisco se ha funzionato» è un compito che si può eseguire e si può controllare.
6. In ogni correzione che tocca dati veri, metti la via d'uscita e il formato del vuoto. «Se un dato non ce l'hai, scrivi [DA COMPLETARE]» oppure «se non trovi un riscontro, scrivi non trovato». Un buco dichiarato è un'informazione utile: ti dice esattamente cosa devi andare a cercare. Un buco riempito a occhio è un errore che viaggia con la tua firma.
7. C'è un confine che nessuna delle tre correzioni deve attraversare. Nel secondo prompt, «trova gli errori» non si corregge: si elimina. Individuare un errore in un contratto è una valutazione giuridica, e la mossa giusta è farsi preparare la scheda che rende utile la mezz'ora dal consulente — non sostituirlo. Vale per tutto ciò che tocca contratti, fisco e legale.
8. Verifica finale della tua correzione: rileggila come se la ricevesse un collaboratore nuovo che non ti conosce. Se potrebbe mettersi al lavoro senza farti domande, hai finito. Se dovrebbe chiamarti, sai anche cosa aggiungere.
Una soluzione svolta
La diagnosi dei tre, in tabella:
| Prompt | Errore principale | Se lo porta dietro | Perché è quello |
|---|---|---|---|
| «Fammi un piano marketing» | 1 — la richiesta vaga | 2 (zero contesto), 4 (nessun formato) | Non contiene attività, pubblico, budget né orizzonte: Claude deve inventarli tutti, e li inventa medi |
| «Riassumi questo contratto di 30 pagine e trova gli errori e riscrivilo meglio» | 3 — il mega-compito | 4, più lo sconfinamento nel parere legale | Tre compiti in una riga: ognuno fatto a metà, e nessuno approvato prima del successivo |
| «Dammi i dati sul mercato immobiliare di Bari» | 8 — numeri e fonti senza verifica | 2, 4 | Senza ricerca web i numeri escono dalla memoria del modello, ma con l'aria del dato fresco |
Il terzo per esteso, perché è quello che costa di più. Paolo, agente immobiliare a Bari, lo riscrive così:
Attiva la ricerca web.
Contesto: sono un agente immobiliare a Bari. Devo preparare la valutazione
di un trilocale nel quartiere [QUARTIERE] e mi serve un riferimento di
mercato che regga davanti al proprietario.
Obiettivo: una tabella, una riga per ogni fonte che trovi. Colonne:
valore al mq (minimo–massimo) · quartiere · tipo di dato (prezzo richiesto
o prezzo effettivo) · periodo di rilevazione · fonte · link.
Regole:
- solo dati trovati con la ricerca web in questa conversazione: nessuna
stima presa dalla tua memoria;
- se per il quartiere non trovi una rilevazione degli ultimi 12 mesi,
scrivi «non trovato» e passa oltre;
- niente media aritmetica tra fonti diverse: se i valori divergono, dimmelo
in una riga sotto la tabella e spiega da cosa può dipendere;
- nessuna valutazione dell'immobile: quella la faccio io.
Cosa cambia davvero: l'output non è più un numero, è un elenco di numeri controllabili, ciascuno con la data e il link. Paolo ne apre due prima di scrivere la valutazione. E la colonna «tipo di dato» evita l'errore che fanno quasi tutti gli agenti alle prime armi: confondere i prezzi richiesti sui portali con i prezzi a cui gli immobili si vendono davvero.
Il primo prompt, riscritto dal titolare della Ferramenta Esposito, ferramenta di quartiere a Napoli con quattro dipendenti:
Contesto: ferramenta di quartiere a Napoli, quattro dipendenti, banco più
e-commerce. Clienti: privati del quartiere e piccole imprese edili. Il
concorrente che mi preoccupa è un brico online che consegna in giornata.
Obiettivo: un piano di tre mesi su due soli canali — pagina Facebook e
newsletter — in tabella: azione · settimana · chi la fa · costo · come
capisco se ha funzionato.
Regole: massimo due azioni a settimana; niente attività che richiedano
video; budget massimo 200 € al mese; dove ti serve un dato che non ti ho
dato (iscritti alla newsletter, scontrino medio), scrivi [DA COMPLETARE]
invece di stimarlo.
Il secondo non si riscrive: si spezza in tre, e il terzo pezzo parte solo dopo il consulente.
- La scheda del contratto in una pagina: importi, durata, disdetta e penali, ognuno con l'articolo citato accanto e «non presente» dove l'informazione manca. È esattamente il lavoro di P466.
- I tre punti da far chiarire a un professionista, ciascuno con la domanda già formulata, pronta da portare all'appuntamento.
- Solo dopo, e solo sulle clausole che il consulente indica: proposta di riformulazione, testo originale e proposta a fianco, così si vede cosa è cambiato.
Come capisci di averlo fatto bene
- Per ciascuno dei tre hai scritto un numero di errore principale, non un elenco di difetti.
- La tua correzione del secondo lascia un compito solo per prompt: contali, i verbi principali.
- La tua correzione del terzo contiene, testualmente, la ricerca web attiva, l'obbligo di fonte per ogni riga e la formula di uscita.
- Ogni correzione dichiara un formato misurabile: colonne, righe, parole, settimane, euro.
- Nessuna delle tre chiede un parere legale o fiscale, né una valutazione che spetta a te.
L'errore che fanno quasi tutti
Correggere aggiungendo aggettivi al prompt originale. «Fammi un piano marketing dettagliato e professionale per la mia attività» sembra molto meglio del primo e produce lo stesso identico output, un po' più lungo: gli aggettivi non portano contesto, non impongono un formato e non si possono controllare. Si traducono uno per uno — «dettagliato» in un numero di righe, «professionale» in un divieto, «per la mia attività» in tre righe di contesto vero.
E adesso
Il quiz che chiude la Parte 1 ti dice se questa parte è tua; poi comincia il lavoro vero, con la Parte 2. I prompt che coprono le tre correzioni: l'intervista che trasforma una richiesta vaga in un brief, P057 — go.totaliweb.com/p57; la scomposizione di un lavoro troppo grosso in passi verificabili, P435 — go.totaliweb.com/p435; la scheda del contratto in una pagina, P466 — go.totaliweb.com/p466; e la verifica con fonti e citazione obbligatoria, P354 — go.totaliweb.com/p354.