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titolo: "Una richiesta arriva al banco"
stato: chiuso
parole_max: 450
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Chi è al banco decide una cosa sola: se la richiesta si chiude subito o se diventa un preventivo. Tutto il resto viene dopo.

## Si chiude subito

La richiesta si chiude al banco quando ricorrono tutte e tre le condizioni:

- il materiale è a scaffale o arriva col rifornimento della settimana;
- non serve un sopralluogo per prendere le misure;
- l'importo sta sotto i 300 euro.

In questo caso si batte lo scontrino e non si apre niente. Nessuna scheda, nessuna nota: la carta serve quando la richiesta ha un seguito.

## Diventa un preventivo

Se manca anche una sola delle tre condizioni, si compila la scheda richiesta. Sei campi, si riempiono davanti al cliente in due minuti:

| Campo | Come si compila |
|---|---|
| Data | Quella di oggi, anche se il cliente «passa domani» |
| Cliente | Cognome e telefono. L'email solo se il preventivo va spedito |
| Cosa serve | Parole del cliente, non le nostre: «una cerniera che non cigola» resta così |
| Misure | Quelle che il cliente porta. Se non le ha, si segna «da rilevare» |
| Sopralluogo | Sì o no. Se sì, due fasce orarie possibili |
| Chi ha preso la richiesta | Nome di chi è al banco |

La scheda va nel raccoglitore delle richieste aperte, quello sopra la cassa.

## Le due frasi da non dire

Al banco non si promettono date di consegna del fornitore: si dice **«ti confermo entro domani»** e poi si conferma davvero. Un giorno di attesa vero vale più di una consegna promessa e saltata.

Non si dà nemmeno un prezzo a memoria sui pezzi fuori listino. Il prezzo lo dice il preventivo, e il preventivo esce da un file solo.

## Se il cliente scrive invece di passare

Le richieste che arrivano per email o dal negozio online seguono la stessa scheda: la compila chi legge il messaggio, con le parole del cliente incollate nel campo «cosa serve». Da lì in poi il giro è identico a quello del banco.
